DRAMMATICO – DURATA 100′ – CINA
Dopo che lo stato cinese ha abolito la politica del figlio unico, una famiglia della classe media accoglie il misterioso nuovo amico del loro unico figlio. Ciò innesca tensioni familiari sepolte mentre segreti e sentimenti emergono, mettendo alla prova i legami e le aspettative che tengono unita la famiglia…
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Breve storia di una famiglia è un film che osserva la fragilità dei legami umani con la precisione di un restauratore e la crudeltà silenziosa della vita domestica. Ogni scena è composta come un quadro: luci fredde, ambienti geometrici, volti che non dicono mai tutto ciò che sentono. La regia costruisce un’estetica dell’inquietudine, trasformando la normalità in un territorio instabile, dove ogni gesto contiene un’ombra e ogni sguardo rivela ciò che le parole non osano affrontare. Il risultato è un’opera sottile, elegante e spietata, che disseziona l’intimità con la stessa grazia con cui un artista sfuma un colore per rivelare tutto ciò che sta sotto. Un piccolo film, ma di quelli che continuano a lavorarti dentro, in silenzio.
È un complex privato, intimo, descritto tramite una sensorialità asettica, fredda, alle volte anche troppo. In questo ambiente geometrico, buio …quasi morboso… (il sole qui non esiste) si muovono i protagonisti in un turbinio di sentimenti, desideri espressi o meno, compresi o inascoltati. Tutto questo “ghiaccio” può piacere o meno ma il regista sceglie questo approccio… riesce nella sua missione.
VOTO 7,5/10
Il giovane regista e sceneggiatore cinese Lin Jianjie, al primo lungometraggio, incanta; e non lo fa solo con le inquadrature, i colori, le geometrie.
Lo fa sfumando nel thriller il racconto di comuni dinamiche psicologiche familiari, fatte di troppe aspettative dei genitori e dell’indolenza del rampollo adolescente, appesantite dalla “politica del figlio unico” adottata dalla Cina e poi revocata, complicate dall’arrivo dell'”altro ragazzo”.
Film ricco di messaggi, quindi, e lento nei ritmi quanto basta a poter osservare e riflettere. Ottimi gli attori, sapientemente guidati da una regia coerente. Ottima la scelta dei brani di che compongono la colonna sonora: sofisticati ma conosciuti abbastanza per renderli godibili a tutti.